Domenica 12 ottobre – ventottesima tempo ordinario C
Prima Lettura: Dal secondo libro dei Re (2Re 5,14-17)
In quei giorni, Naamàn [, il comandante dell’esercito del re di Aram,] scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola di Elisèo, uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato [dalla sua lebbra].
Tornò con tutto il seguito da [Elisèo,] l’uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: «Ecco, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele. Adesso accetta un dono dal tuo servo».
Quello disse: «Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò».
L’altro insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò. Allora Naamàn disse: «Se è no, sia permesso almeno al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne porta una coppia di muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dèi, ma solo al Signore».
Seconda Lettura: Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (2Tm 2,8-13)
Figlio mio,
ricordati di Gesù Cristo,
risorto dai morti,
discendente di Davide,
come io annuncio nel mio vangelo,
per il quale soffro
fino a portare le catene come un malfattore.
Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto,
perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.
Questa parola è degna di fede:
Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
se perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.
Vangelo: Dal Vangelo secondo Luca (Lc 17,11-19)
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!».
Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?».
E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
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LA PORTA SANTA
P. Gianni Fanzolato
La prima grande porta della storia si è aperta in cielo:
la porta del cuore di Dio.
Si è spalancata sull’umanità e mille portenti son piovuti dall’alto, inondando il mondo;
è scesa la luce, i colori dell’arcobaleno,
bellezza e grazia e l’uomo capolavoro di Dio
ma tanto Dio ha aperto la porta,
quanto l’uomo ha fatto di tutto per chiuderla.
Per riaprire la porta del cuore di Dio c’è solo una chiave possibile,
che diventa porta: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo” e il salmo centodiciotto:
“E’ questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti”,
e Sant’Ignazio di Antiochia: “Egli è la porta del Padre,
attraverso la quale entrano i profeti, gli apostoli e la Chiesa”.
Ma Cristo si è fatto via e porta,
perché Dio ha trovato in Maria un cancello aperto.
Il messaggio e la proposta di Dio sono caduti
nell’umiltà della sua serva
e dalla porta del suo cuore è scaturito il Santo dei santi,
il primogenito dei morti, Signore dei signori.
Io sono la via, la chiave, la porta,
chi vuole essere felice deve passare attraverso di me.
La porta santa di Gesù ha scatenato
una valanga di porte aperte a Dio e all’amore.
Sono i cuori che palpitano per Dio
e aprono la loro casa all’accoglienza e al dono.
Mille portoni che lasciano passare lo Spirito del Cristo vivo
e lo riversano nei fratelli provocando quell’effetto domino
di porte che si aprono verso la vera porta di Dio.
Mi sono accorto allora che la porta santa è lo stesso mio cuore spalancato da Gesù: sarà porta santa
se lascio entrare i bambini della strada, i barboni della stazione,
i fratelli emigranti nei quali Gesù si è identificato,
i giovani che cercano estasi, ma che hanno sete di valori e di speranza, gli anziani e le persone sole, se lascio entrare Gesù.
La mia porta santa è il sorriso e la gioia dipinti nei miei occhi,
perché ho trovato la pace,
è ottimismo cristiano e abbandono all’amore di Dio
che mi fa essere aperto all’altro,
focolare dove trovano riparo e calore
chi ha sofferto il gelo e l’indifferenza,
il grazie perché Gesù buon pastore
ha fasciato e guarito le mie piaghe, amandomi.
La porta santa di San Pietro e tutte le porte sante del mondo saranno Cristo.

Se passando ci sentiremo lavati, purificati e convertiti per essere pietre vive.
Se sentiremo l’abbraccio del Cristo, il suo calore, la sua pazzia d’amore per noi.
Saremo porta e via dove i fratelli troveranno la pace nell’unica porta del cuore di Dio.
